Il Denaro – MagicStore

MagicStore, la moda è tra le nuvole

“E’ un po’ come Sky, paghi solo quello che usi”. Sintesi migliore per illustrare il punto di forza di MagicStore, il nuovo sistema sviluppato dalla giovane ma già affermata software house napoletana MagicSolution, Giuseppina Tamburrino non poteva trovarla. MagicStore si candida a rivoluzionare il campo dei software gestionali dedicato al settore retail della moda. Il perché è presto detto.

A differenza di quelli esistenti è molto più potente e molto meno costoso. Il tutto grazie alle nuvole. Anzi, alla “nuvola”.

Se oggi tutti ne parlano non era senz’altro così cinque anni fa, quando l’azienda partenopea ha deciso di investire anima e corpo sul cloud computing e dare così una decisa sterzata ai propri servizi in direzione della esternalizzazione di server, dati e processi.
“Facciamo sistemi cloud dal 2005, all’epoca non solo amici ma addirittura molti colleghi ci prendevano per matti. Fortunatamente non ci sbagliavamo, pensare di continuare a installare interi programmi e archiviare una crescente mole di dati sui singoli computer si è dimostrata presto una strada fallimentare”.
E infatti oggi i programmi si installano in rete nella “nuvola”. Per esempio MagicStore è pensato in modo specifico per la gestione di singoli negozi, piccole e grandi catene e franchising di abbigliamento, consentendo alle imprese del settore moda di qualsiasi dimensione di lavorare meglio dimezzando i costi di gestione.
“L’esercente deve solo preoccuparsi di vendere, al resto pensiamo noi”, spiega la Tamburrino, direttore marketing della MagicSolution. Una cosa che sente Lo si sente dire di continuo: occorre investire in ricerca e nuove tecnologie se si intende essere davvero competitivi nell’attuale fase di mercato. Che le cose stiano effettivamente così lo testimonia in modo esemplare proprio la software house napoletana.

Negli ultimi quattro anni i dipendenti sono passati da 10 a 40. Ingegneri informatici, analisti, designer, un team di giovani campani che invertono i trend della crisi con le armi dell’economia 2.0.
“Si può fare, noi ci abbiamo creduto sin dall’inizio. Questo territorio è ricco di intelligenze nonché di una formazione d’eccellenza, noi rappresentiamo solo un piccolo esempio di quello che si potrebbe realizzare”. Effettivamente, della litania sulla “dismissione” industriale non se ne può più. Occorre guardare al futuro, occorre costruirlo. Anche grazie alle nuvole.

FONTE: Il Denaro